La casa è dove si trova il cuore

L’Impressionismo. Monet. La natura. Quanto è bella Giverny!

Erano diversi anni che volevo visitare la casa di Monet e il suo famoso giardino. Ma la realtà ha decisamente superato le aspettative.

Approfittando della presenza di mia figlia, sbarcata in Normandia la prima settimana di agosto, ho prenotato un b&b e con la mia bagnole abbiamo raggiunto la cittadina che ogni anno attira mezzo milioni di visitatori.

Appena arrivate, siamo andate alla ricerca del b&b che avevo prenotato (Le Trou Normand) e abbiamo avuto la prima piacevole sorpresa: ci siamo trovate di fronte a una piccola casa del XVIII secolo situata nella zona medievale della città, immersa in un rigoglioso giardino.

Le Trou Normand

Le Trou Normand è gestito da una coppia davvero gentile e simpatica, lui scrittore (Frédérick), lei pittrice (Anne-Marie) che, oltre a fornirci una mappa della cittadina, ogni mattina ci hanno fatto trovare fuori dal cancello una baguette e dei croissant appena sfornati!

Dopo aver rapidamente disfatto i bagagli ed esserci rinfrescate, siamo andate a prenotare i biglietti per visitare la casa di Monet, il più noto e gettonato sito di Giverny. Ma la biglietteria aveva appena chiuso. Così abbiamo deciso di fare un giretto per la via principale, rue Claude Monet, ricca di negozi di artigianato, giardini curatissimi, uno spettacolare atelier di cappelli fatti a mano, bistrot e locali storici.

Le Coin des Artistes e l’Hotel Baudy

In rue Claude Monet, al numero 65, si trova il famoso Le Coin des Artistes, un piccolo b&b a conduzione familiare vicinissimo alla casa-giardino di Monet e al Museo dell’Impressionismo.

Al numero civico 81 c’è un locale storico di Giverny, l’Hotel Baudy, uno dei pochi ristoranti della cittadina, dove puoi fare una pausa e goderti un’omelette di coscia d’anatra o la crespella con camembert. L’Hotel Baudy è dotato di un piacevole giardino esterno, dietro al quale si può visitare l’Atelier d’Artistes, perfettamente conservato per far rivivere ai visitatori le atmosfere impressioniste.

Il giardino dell’Hotel Baudy
L’Atelier d’Artistes dietro l’Hotel Baudy

Passeggiando, siamo giunte alla tomba di Claude Monet, che visse a Giverny per ben 43 anni, e che si trova all’interno del Cimitero di Giverny.

Cimitero di Giverny, la Chiesa di Sainte-Radegonde 

La casa e il giardino di Claude Monet

Il giorno dopo, di buon’ora, siamo tornate alla biglietteria della Casa di Monet. C’era già la fila! Ma l’attesa non è stata troppo pesante e siamo riuscite a fare abbastanza rapidamente il nostro ingresso nel mondo di Monet.

Gli arredi, i colori pastello, i fiori, i quadri, i pavimenti, gli oggetti, l’atmosfera …. sembrava che il fondatore dell’Impressionismo fosse lì, da qualche parte. Si aveva l’impressione che stesse per sedersi a tavola, o che da un momento all’altro entrasse nel suo atelier con il pennello in mano.

Il Clos Normand

Dopo la visita nella famosa magione di Monet, ci siamo dirette verso l’altrettanto celebre giardino (aperto da fine marzo a novembre).

Quando Monet acquistò la casa, il giardino non esisteva. C’era solo un orto, che l’artista trasformò in giardino, il cosidetto Clos Normand, coltivando varie specie di fiori che sbocciano in diversi momenti dell’anno e dando così vita a un caleidoscopio di colori che cambiano a seconda delle stagioni. Quel giardino divenne una fondamentale fonte di ispirazione per i suoi quadri. 

Nel 1893, Monet acquistò un altro terreno dove creò il bacino delle ninfee, ottenuto deviando il Ru, un afluente dell’Epte. Qui Monet coltivò una nuova specie di pianta, incrociando le ninfee bianche con delle varietà tropicali, e che fu presentata all’Esposizione Universale del 1889. Da questo incrocio nacque il giardino acquatico immortalato nella celeberrima serie delle Nymphéas e visitato ogni anno da turisti provenienti da tutto il mondo. 

Pic-nic sulla Senna

Il bello di Giverny è che, oltre alla possibilità di godere della bellezza dei luoghi in cui visse uno dei più grandi artisti della storia, si può anche godere di momenti di relax immersi nella natura. Consigliati da Frédérick e Anne-Mrie, , abbiamo fatto una lunga passeggiata nella campagna circostante, arrivando alla riva della Senna, dove ci siamo godute un piacevolissimo picnic al fresco e con una piacevolissima vista sul fiume.

Tornando verso il centro, abbiamo notato questo cartello.

Il Moulin des Chennevières (34 Chem. du Roy) è un antico mulino trasformato in b&b. Circondato da un grande parco, è il luogo perfetto per gli amanti della pace assoluta e della natura. Il parco ospita infatti alcuni animali esotici come struzzi, canguri e alpache.

Insomma, per chi visita la Normandia, una tappa a Giverny è d’obbligo! Io, posso dirlo, ci ho lasciato un pezzetto di cuore.

Alla prossima!

2 risposte a “Un weekend a Giverny”

  1. Avatar Fotografia e punti di vista – Une Vie En Normandie

    […] foto l’ho scattata nella cucina della casa di Claude Monet a Giverny. La scorsa estate ho passato un weekend con mia figlia in questo luogo storico e magico dove è nato …. Nonostante lo sciame di turisti, la bellezza di questa casa e del suo immenso e curatissimo […]

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  2. Avatar Innamorata pazza di Rouen – Une Vie En Normandie – 2020

    […] Notre Dame è di una tale bellezza … non è un caso che alla sua facciata Claude Monet dedicò una serie di 28 dipinti. Tutti presi dallo stesso punto di vista, ma con condizioni di luce […]

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