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Dai merletti di Alençon al Carnevale di Granville: i 7 gioielli normanni patrimonio dell’umanità (3° parte)

In questo terzo ed ultimo post dedicato ai sette gioielli normanni “premiati” dall’Unesco per la loro unicità, ti parlerò delle spiagge dello sbarco e del porto di Le Havre.

6. LE 5 SPIAGGE DELLO SBARCO

Le spiagge dello sbarco del D-Day rappresentano un messaggio universale di pace e libertà.

Omaha Beach

Candidate a far parte della lista del Patrimonio Mondiale, conservano le tracce e i ricordi dell’Operazione Overlord.

Il 6 giugno 1944 gli Alleati contavano su un esercito di quasi tre milioni di uomini: 1.700.000 americani e il resto inglesi, francesi, canadesi, norvegesi, belgi, polacchi e cecoslovacchi.

Per lo sbarco fu scelta una zona di circa 100 km tra Le Havre e Cherbourg, divisa in cinque spiagge contrassegnate con nomi in codice:

Preparata a lungo da 17 nazioni alleate e lanciata il 6 giugno 1944 sulle coste della Normandia, portò alla liberazione dell’Europa occidentale e alla fine della Seconda Guerra Mondiale. La più grande operazione anfibia e aerea di tutti i tempi.

7. LE HAVRE

Strettamente legata allo sbarco in Normandia è Le Havre, iscritta nella lista dell’Unesco dal 2005.

Il centro di Le Havre fu pesantemente bombardato durante la Seconda Guerra Mondiale.

Fu ricostruito grazie a un piano messo a punto dal “poeta del cemento armato”, Auguste Perret, il più grande architetto del XX secolo. Un visionario che disegnò i principali edifici pubblici della città.

La culla dell’Impressionismo

A Perret – mentore di Le Corbusier – si deve un’architettura capace di far risaltare la luce. Una luce unica che ispirò a Claude Monet l’Impression Soleil Levant, dipinto a Le Havre nel 1872, che diede il nome al movimento impressionista.

Città universitaria e portuale, è situata sulla riva destra dell’estuario della Senna ed è molto importante dal punto di vista economico grazie al suo porto affacciato sulla Manica.

Tra le città ricostruite dopo la guerra, Le Havre è eccezionale per la sua unità, omogeneità e modernità architettonica.

Il notevole patrimonio della città è stato realizzato negli anni da grandi architetti: Bellarmato, Thibault, Lamandé, Perret, Niemeyer, Reichen & Robert, per non parlare di Jean Nouvel.

L’Hôtel de Ville è la struttura monumentale più importante: lunga 143 metri, ha al centro una torre di 18 piani alta 70 metri.

L’Hotel de Ville di Le Havre

Da non mancare il Museo d’arte moderna André Malraux – MuMa Le Havre, che contiene una delle più importanti collezioni di opere dell’Impressionismo dopo il museo d’Orsay di Parigi.

Straordinari anche i giardini pensili, che si estendono per 17 ettari e regalano una splendida vista sulla baia della Senna e sul porto.

Il pezzo forte di LH è la chiesa di Saint-Joseph, un capolavoro di Perret, che morì prima che i lavori finissero (iniziati nel 1951 e conclusi nel 1957/58). È una cattedrale in cemento con 12.000 vetrate che guarda sulla città, e la sua torre di 107 metri, simile a una lanterna, è visibile dal porto.

L’interno della Cattedrale di Saint Joseph a Le Havre

Con questa meraviglia si conclude la mia serie di post dedicati ai sette gioielli normanni che brillano nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco.

Spero che tu li abbia trovati non solo interessanti, ma anche una fonte d’ispirazione per il tuo prossimo, indimenticabile viaggio in Normandia!

Alla prossima!

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