Il Pegasus Bridge è un ponte iconico. La sua è una delle storie più straordinarie e coinvolgenti che ho scoperto durante le celebrazioni per gli 80 anni dello sbarco in Normandia.
A colpirmi, in particolare, il contributo fondamentale di due personaggi molto intraprendenti e ricchi di inventiva, di cui ignoravo l’esistenza: John Howard e Donald Bailey.
Ma andiamo con ordine.

Il primo ponte liberato dagli alleati
Il Pegasus Bridge è un ponte iconico, non solo perché fu il primo ad essere liberato dagli alleati, ma anche per come fu ideato, progettato e realizzato.
Il Pegasus Bridge è strettamente legato a un importante successo militare che segnò un momento cruciale nell’esito finale della Seconda Guerra Mondiale.
Sto parlando dell’Operazione Tonga, nome in codice di una missione molto delicata e sapientemente orchestrata, che colse di sorpresa il nemico e dimostrò il coraggio e la determinazione degli alleati inglesi.
L’Operazione Tonga era stata assegnata ai britannici perché doveva svolgersi in un’area vicino a Sword Beach. Proprio lì le forze britanniche formavano il lato sinistro dello schieramento dell’Operazione Neptune, nome in codice dello sbarco in Normandia, uno dei più grandi attacchi anfibi della storia.
Gli obiettivi dell’operazione erano:
- prendere possesso dei ponti di Ranville e di Bénouville, controllati dai tedeschi, che permettevano l’attraversamento rispettivamente del canale de Caen à la mer e del fiume Orne
- eliminare la guarnigione tedesca
- difendere i punti chiave fino all’arrivo dei rinforzi.
Il problema era che un lancio paracadutato sarebbe stato impossibile: i paracadutisti dispersi avrebbero impiegato troppo tempo per raggrupparsi. Quindi? Non era facile.
A trovare la soluzione fu il generale Richard Nelson Gale : volare con sei alianti (i famosi Horsa inglesi) con a bordo decine di soldati d’assalto.
L’azione doveva essere veloce e silenziosa, sfruttando il fattore sorpresa e l’oscurità. Un blitz molto rischioso, per guidare il quale Gale scelse il maggiore John Howard.
Fu così che alle 00:16 del 6 giugno 1944, 180 paracadutisti inglesi della 6ª Divisione Airborne si lanciarono con gli alianti, atterrando nei pressi dei due ponti strategici.



Ognuno di loro è un imperatore“.
Generale Montgomery
Howard rivelò una straordinaria abilità di pianificazione e leadership, unite a freddezza e a coraggio. La missione si concluse con un trionfo.
Per festeggiare, il ponte di Bénouville fu ribattezzato Pegasus Bridge, dal nome di Pegasus, il cavallo alato emblema della 6ª Divisione Airborne.
Anni dopo, in suo onore, la strada attraversata da questo ponte iconico è stata chiamata “Esplanade Major John Howard”.

Il genio di Bailey
“Senza il ponte Bailey, non avremmo vinto la guerra”.
Generale Montgomery
Quella del Pegasus Bridge è una storia davvero avvincente. Un racconto che cattura il cuore di chi, come me, ama avventurarsi nei dettagli della storia dello sbarco in Normandia.

A catturare la mia attenzione sono stati, senza alcun dubbio, la storia e gli aneddoti legati al Pegasus Bridge, un ponte molto speciale nato dall’inventiva di uomo altrettanto speciale: Donald Bailey.

“I tre uomini più famosi dell’esercito sono Eisenhower, Montgomery e Bailey”.
giovane soldato inglese
Nel 1928 Bailey lavorava come ingegnere civile per l’esercito inglese all’Experimental Bridging Establishment, a Christchurch, nel Dorset.
Un anno dopo, Bailey progettò un ponte destinato ad entrare nella storia: prefabbricato, leggero e facile da trasportare. Fu così innovativo che prese il suo nome e ne vennero costruiti migliaia di esemplari.
Anche la Germania nazista si rese conto dell’importanza del Bailey Bridge, tanto che nel dicembre 1941 Hitler inviò i suoi auguri di Buon Anno all’Istituto di Christchurch.

Il Bailey Bridge, al pari di altre straordinarie invenzioni come la jeep, fu determinante nel successo degli alleati in Europa, tanto che il generale Montgomery disse “senza il ponte Bailey non avremmo vinto la guerra”.
Il Museo-Memoriale Pegaso
Se vuoi sapere tutto sul Pegasus Bridge e sui dettagli della straordinaria missione dei paracadutisti inglesi, devi assolutamente visitare il Musée Mémorial Pegasus di Ranville. Ti posso assicurare che non te ne pentirai!
Il Museo-Memoriale raccoglie molte testimonianze, oggetti , ricostruzioni e video sugli uomini della 6a Divisione Airborne che presero parte alla battaglia di Normandia, dal giugno al settembre del 1944.

Non solo: il visitatore è messo nelle condizioni di vedere la traiettoria di volo/avvicinamento adottata dagli alianti: è pazzesco come siano atterrati così vicini ai due ponti, pur essendo notte fonda. Stupisce soprattutto l’averlo fatto su una striscia di terra così piccola, delimitata da fiume/canale e una palude. Davvero incredibile.



Guardate questa foto di gruppo degli uomini decorati dal mitico Generale Montgomery per essersi distinti durante la battaglia di Normandia. La foto è autografata dallo stesso Montgomery (evidenziato nel cerchio al centro).

L’attacco fu preparato nei minimi dettagli: furono realizzati migliaia di manichini da lanciare dagli alianti per confondere i tedeschi.

Questa è una delle confezioni di biscotti che contenevano la razione giornaliera necessaria a 14 uomini. Estremamente secchi e duri per essere conservati meglio, dovevano essere inzuppati in acqua, caffè o thè prima di essere consumati.

La capacità di adattamento degli esseri umani in tempo di guerra è sorprendente. Un esempio? I paracaduti venivano usati per realizzare capi di abbigliamento. I materiali leggeri e resistenti dei paracaduti, come la seta ma più spesso in nylon, venivano infatti utilizzati per fare capi pratici per la popolazione.

INFO PRATICHE
Musée Mémorial Pegasus – 1 Avenue du Major Howard – RANVILLE
Il Café Gondrée, la prima casa francese liberata
Se dopo la visita al Musée Memorial Pegasus ti senti un po’ stanco/a e affamato/a, ti invito caldamente a fare un salto al Café Gondrée, proprio accanto al Pegasus Bridge.
Questo luogo non è solo un bistrot, ma anche un monumento storico, e rappresenta con orgoglio la prima casa francese liberata dagli alleati.
Un’ottima scelta per rifocillarti e riflettere su ciò che hai appena visto e vissuto.

Di fronte a questa casa, il 6 giugno 1944, si svolse un momento cruciale e carico di emozioni: i soldati giunti via mare si incontrarono con la Divisione Airborne guidata dal comandante Howard, unendo le loro forze per liberare la Francia, e l’Europa, da Hitler.
Il caffè, un modesto edificio di fine Ottocento, è diventato un simbolo, un luogo di pellegrinaggio di turisti e veterani che ogni anno tornano qui per ricordare quel fatidico giorno.
Il Café Gondrée è minuscolo e pieno zeppo di foto, oggetti lasciati dai soldati, cimeli storici e gadget e souvenir. Ovviamente i prezzi sono più alti rispetto alla norma, ma è comunque piacevole prendere un panino, una zuppa, un pain chocolat o un caffè, e ammirare gli interni e la struttura del locale, rimasto com’era ai tempi della guerra.
E’ vietato fare foto, ma io sono riuscita a scattarne una di nascosto (mi raccomando, se ci andate, non ditelo alla proprietaria!).
INFO PRATICHE
Café Gondrée – 12 Avenue du Commandant Kieffer – BENOUVILLE
Spero che le storie e gli aneddoti su questo ponte iconico e sui personaggi che hanno animato quel drammatico periodo storico ti abbiano fatto venire voglia di visitare il Pegasus Bridge e il Musée Mémorial Pegasus di Ranville.
Alla prossima!













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