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Dai merletti di Alençon al Carnevale di Granville: i 7 gioielli normanni patrimonio dell’umanità (2° parte)

In questo secondo post dedicato ai sette gioielli normanni riconosciuti “Patrimonio mondiale dell’Umanità”, voglio parlare subito di un pezzo d’arte unico al mondo: l’arazzo di Bayeux.

4. L’ARAZZO DI BAYEUX

Inserita nel registro dell’Unesco nel 2007, è considerata una delle opere di artigianato più importanti del Medioevo.

Lungo 70 metri e alto 50 centimetri, è un ricamo in lana realizzato su tela di lino ed è custodito nel Musée de la Tapisserie, situato al 13B di Rue de Nesmond a Bayeux.

L’arazzzo di Bayeux risale all’XI secolo e racconta la conquista dell’Inghilterra nel 1066 da parte del duca di Normandia Guglielmo il Conquistatore.

Comprende 58 scene, di cui 25 in Francia e 33 in Inghilterra, e dieci scene sono dedicate alla battaglia di Hastings.

La “Tela della conquista” è stata salvata diverse volte nella storia ed è probabilmente stata creata in Normandia dalla Regina Matilde, moglie di Guglielmo, insieme alle sue dame. Alcuni sostengono che, secondo un’analisi del XX secolo, la tela sarebbe stata invece commissionata dal fratellastro di Guglielmo, il vescovo Oddone (Odo), e realizzata in Inghilterra.

Qualunque sia stata l’origine, il risultato è straordinario: dieci colori di filo per rappresentare 626 personaggi, 37 edifici tra cui il Mont-Saint-Michel, 41 navi e 200 cavalli e muli che compongono le scene.

AGGIORNAMENTO IMPORTANTE (26/2/2025)
Ricorda che la Tapisserie de Bayeux resterà aperta fino a fine agosto 2025, dopodiché chiuderà per lavori di restauro fino a ottobre 2027.

5. MONT-SAINT-MICHEL

Mont-Saint-Michel è uno dei luoghi più affascinanti del mondo, un vero e proprio gioiello, iscritto nella lista del patrimonio mondiale Unesco dal 1979.

Carico di storie e leggende, ogni anno riesce a incantare oltre tre milioni di visitatori da ogni angolo del mondo.

La storia di Mont Saint-Michel

La storia inizia nel XIII secolo, quando l’Arcangelo Michele appare in sogno al vescovo d’Avranches, Aubert, ordinandogli di costruire una chiesa su un isolotto roccioso a 92 metri sul livello del mare.

Il vescovo ignora le richieste due volte, ma l’arcangelo, arrabbiato, gli perfora il cranio con un dito (la reliquia del suo teschio è nella Basilica di Saint-Gervais ad Avranches). A quel punto, Aubert decide di obbedire e la chiesa viene consacrata il 16 ottobre 709 d.C.

Nel 966 d.C., una comunità di Benedettini si stabilisce sull’isolotto e costruisce una chiesa. Nell’XI secolo, viene fondata un’abbazia romanica e nel XIII secolo inizia la costruzione della parte gotica, con due edifici a tre piani, un chiostro e un refettorio. Accanto si forma un piccolo villaggio.

Durante la guerra dei Cent’anni, per proteggerla dagli attacchi vengono costruite fortificazioni. Dal XV secolo, diventa un importante luogo di pellegrinaggio in Europa.

Con la Rivoluzione Francese l’Abbazia diventa una prigione, chiusa nel 1863. Solo nel 1966, per il millenario della sua fondazione, alcuni religiosi vi ritornano.

Lo spettacolo delle maree

Fin qui l’abbazia. Ma è impossibile non considerare la baia e non godere di uno spettacolo unico di Mont Saint-Michel: le maree.

Questo fenomeno in questa parte di Francia ha un carattere speciale, con le acque che raggiungono un dislivello di circa 14 metri, grazie alla conformazione di questa piana di sabbie sedimentose.

Mi raccomando: dato il grande rischio di imbattersi nelle sabbie mobili, è fortemente consigliato attraversare la baia insieme a una guida esperta, clicca qui per trovarne una e vivere un’avventura indimenticabile!

E ho vagato sorpreso come se avessi scoperto la casa di Dio attraverso queste sale trasportate da colonne luminose o pesanti, attraverso questi corridoi perforati fino ad oggi, alzando gli occhi meravigliati di questi pinnacoli che sembrano razzi parti del cielo e tutto questo incredibile groviglio torrette, doccioni, e ornamenti affascinanti, fuochi d’artificio di pietre, pizzo di granito, un capolavoro di architettura colossale e delicata.

da La leggenda di Mont Saint-Michel, 1882

Guy de Maupassant

Bene, non vedo l’ora di vederti presto per condividere insieme il terzo e ultimo post sui 7 gioielli normanni patrimonio dell’umanità.

P.S. Se non l’hai ancora letto, ti invito a dare un’occhiata anche al mio altro post su Mont Saint-Michel, eccolo.

3 risposte a “Dai merletti di Alençon al Carnevale di Granville: i 7 gioielli normanni patrimonio dell’umanità (2° parte)”

  1. […] Appena sarà di nuovo possibile, voglio tornare in questo luogo che ha 1.300 anni di storia e che colpisce per l’atmosfera sospesa e quasi surreale che regna intorno all’abbazia. Un capolavoro dell’architettura che unisce stile romanico, carolingio e gotico, e sul quale svetta la statua di San Michele. Se vuoi saperne di più sulla storia che lega questo santo a Mont Saint-Michel, leggi anche questo p…. […]

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  2. […] di giorni a Honfleur. Si spostò poi a Bayeux per vedere il celebre arazzo della regina Matilde (ne parlo anche in questo post) e rimase affascinato da questo capolavoro dell’XI secolo che gli ricordò le pergamene […]

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  3. Avatar La vera storia di Emma di Normandia, due volte regina d’Inghilterra |

    […] tra l’Inghilterra e la Normandia. Legame che culminerà con l’ascesa del suo pronipote Guglielmo il Conquistatore al trono […]

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