
Il Camembert è il più famoso formaggio francese. Nato in Normandia durante la Rivoluzione Francese, è un emblema nazionale. Ma da 20 anni è al centro di una vera e propria guerra.

Ma torniamo alle origini: a inventarlo fu una donna, Marie Harel, una contadina di Camembert, un paesino dell’Orne. Vi consiglio vivamente di visitarlo! In particolare, non perdete l’occasione di esplorare la Maison du Camembert, dove è stata meravigliosamente ricostruita la casa di Marie. Qui potrete assaporare vari tipi di questo delizioso formaggio cremoso, protagonista di molte ricette normanne che faranno felici le vostre papille!

Nella guerra del Camembert, i valorosi piccoli produttori combattono con orgoglio. Utilizzano mucche locali e latte crudo. Vogliono preservare la tradizione e la qualità. Contrapposti a loro, i grandi produttori, che scelgono mucche qualsiasi e latte pastorizzato. Questo secondo tipo, purtroppo, conquista la maggior parte del Camembert sugli scaffali dei supermercati in tutta Europa e nel Regno Unito.
Ma a quale prezzo per il sapore e l’autenticità?

Di Camembert ne vengono prodotte circa 60.000 tonnellate l’anno, contro le 5/6.000 del Camembert de Normandie AOP.

In Europa, i prodotti AOP (la versione francese di DOP, denominazione di origine protetta) devono essere acquistati nella stessa regione in cui vengono prodotti, affinché si possa valorizzare il legame speciale tra il cibo e il territorio che lo genera.
Per anni, i piccoli produttori hanno diligentemente seguito le rigide linee guida AOP, dedicando impegno e passione al loro lavoro. Hanno utilizzato solo latte al 50% proveniente da mucche normanne, una scelta che richiedeva sacrifici e una profonda connessione con il territorio. Questo era possibile solo in un’area geografica ristretta: Calvados, Manche, Orne e una parte dell’Eure, dove la tradizione si intreccia con la cultura locale e la comunità.

Il mercato però è stato monopolizzato dai grandi produttori, che commercializzano il Camembert con l’etichetta “fabriqué en Normandie“. Non sono soggetti a restrizioni riguardanti le mucche o le loro pratiche alimentari, e pastorizzano il latte al fine di garantirne l’esportazione.
I produttori AOP hanno lottato, chiedendo incessantemente un intervento urgente al governo francese e alle agenzie alimentari. Finalmente, nel 2018, è stato raggiunto un accordo che ha acceso una scintilla di speranza. I produttori industriali hanno potuto orgogliosamente etichettare il loro formaggio come Camembert “fabriqué en Normandie”, un traguardo che rappresenta l’essenza della tradizione gastronomica locale, a patto che il formaggio fosse realizzato con almeno il 30% di latte di mucche normanne.

Da gennaio 2021, i produttori industriali hanno subito la perdita di un patrimonio inestimabile: l’etichetta “fabbricato in Normandia”, simbolo di autenticità e qualità, non può più essere applicata a questo formaggio.
La Direzione generale per la concorrenza, i consumatori e il controllo delle frodi (DGCCRF) si sono schierati a fianco dei piccoli produttori. Sostengono che l’etichetta “fabriqué en Normandie” suggerisce erroneamente ai consumatori che il formaggio è totalmente prodotto con ingredienti locali.

Secondo molti, la sentenza è arrivata per l’incapacità del governo di trovare un compromesso tra le grandi aziende e i piccoli produttori.
Considerando gli interessi economici in gioco, temo che questa guerra ventennale non finirà molto presto. Vedremo….
Intanto, il vero Camembert sta diventando un formaggio in via di estinzione, anche se nei mercatini locali si riesce ancora a trovarlo senza grossi problemi.
Un accordo che ha sollevato forti polemiche e critiche. È stato, inoltre, al centro di un vibrante articolo-denuncia del settimanale Libération, intitolato “Nel 2021 la morte del Camembert AOP“, che mette in luce le conseguenze drammatiche di tale decisione.

Voi lo avete mai assaggiato? È troppo buono….
Alla prossima!









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